slot_machine_2“Mentre il Governo dà il via libera all’invasione di slot machine e sale bingo, il PD e la Giunta dell’Emilia-Romagna preferiscono restare immobili contro il gioco d’azzardo”. È questa l’accusa di Silvia Piccinini, consigliera regionale del M5S, dopo la bocciatura da parte della maggioranza di un emendamento presentato dal M5S al bilancio di assestamento in cui si chiedeva l’introduzione di un taglio dell’Irap per quegli esercizi commerciali che avessero detto no alle slot machine nei propri locali.

“Come ha dimostrato la  vergognosa vicenda del Balloon Festival di Ferrara e della Festa del PD di Ravenna, dove si è deciso di ospitare uno stand di un casinò di San Marino con tanto di tavolo verde, Giunta e PD preferiscono nascondere ancora una volta la testa sotto la sabbia facendo finta di non vedere – spiega Silvia Piccinini – Davanti all’offensiva del Governo che getterà intere famiglie sul lastrico a causa della moltiplicazione di slot machine e sale VLT bisognava dare un segnale forte. La nostra proposta di riduzione dell’IRAP a quegli esercenti che avessero detto no alle slot, e di conseguenza quella di aumentare l’aliquota a quelli che continuassero ad investire sulle macchinette mangiasoldi, era una proposta seria e che poteva dare fin da subito risultati concreti. E invece il PD si è trincerato dietro la scusa che questo tipo di provvedimento non poteva avere attuazione a causa di una fantomatica difficoltà tecnica evidenziata dagli uffici regionali. Peccato che in altre realtà quella del taglio dell’Irap sia già realtà”.

Piemonte, Lombardia, Veneto, Umbria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Puglia, infatti, hanno da tempo adottato la proposta avanzata dal M5S dell’Emilia-Romagna senza che venisse sollevato nessun dubbio di legittimità o applicazione. Nello specifico la proposta consisteva in una riduzione dello 0,92 per cento, già dal 2016, dell’aliquota IRAP a favore di quei soggetti che avessero aderito alla campagna della Regione “Slot freE-R” e di una maggiorazione della stessa misura per quelli dove risultassero installati gli apparecchi per il gioco d’azzardo.

“Capiamo l’imbarazzo del PD nel voler affrontare un argomento, quello del sostegno al gioco d’azzardo che sembra essere entrato nel manifesto politico di Renzi e della sua maggioranza, ma prospettare dubbi legislativi su una norma che tra l’altro è stata adottata da Regioni di certo non governate dal M5S è francamente incredibile – conclude Silvia Piccinini – Per questo, visto che si è deciso di prendere tempo per poter valutare meglio la situazione ci aspettiamo che, fin dalle prossime Commissioni, il tema venga affrontato in modo serio e articolato. Basta giocare con la vita delle persone”.